L' opera
artistica dei Pablo Picasso subisce negli anni diverse influenze sia
da parte di artisti spagnoli che francesi. Nel 1900 si reca per la
prima volta a Parigi e dopo frequenti viaggi nel 1904 si
trasferiesce nella capitale francese. In questi anni, conosciuti
come il periodo blu poiché i quadri che dipinse in quel
periodo avevano prevalenza monocromatica di colore blu, conobbe tra
gli altri Henri de Toulouse-Lautrec, che gli fece conoscere la vita
notturna parigina fatta di baldorie e vita spensierata. Nel
periodo blu, lo stesso colore stava a rappresentare lo stato
d'animo dell'artista dopo la morte suicida dell'amico Carlos
Casagemas; caratteristica dei soggetti affrontati in questo periodo
era l'appartenenza a classi sociali emarginate, disagiate, povere:
creature vinte e sole quasi a ribadire la propria interiorità del
momento. Ben più positivo è invece il seguente periodo rosa,
che lo succede a partire dal 1905 e vede l'aggiunta della calda
gradazione dei rosa nelle proprie tele. La comparsa di soggetti
circensi (Acrobata e giovane equilibrista, Famiglia di acrobati con
scimmia etc.) che riportano alla spensieratezza, allo svago,
dimostra come lo stato d'animo di Picasso fosse notevolmente
migliorato, ed il trauma della scomparsa dell'amico oramai superato,
aiutato probabilmente sia dalla storia d'amore con Fernande Olivier
(la prima veramente importante per l'artista e che rappresenta
l'equilibrio e la pace che da tempo cerca) sia dal trasferimento
verso la collina parigina di Montmartre (una piccola comunità di
personaggi tanto estrosi ed eccentrici quanto poveri ed artisti).
Il 1907 è una
data storica, segna la nascita del Cubismo; Picasso dipinge le demoiselles
d’Avignon. Secondo Andrè Salmon: “ Picasso era
turbato! appoggiò le tele al muro e depose i pennelli…per giorni e
notti intere disegnò, concretizzando dal punto di vista espressivo
le idee astratte e riducendone il risultato alle componenti
essenziali. Non vi fu mai ricerca più ardua e fu, senza il
primitivo entusiasmo giovanile, che Picasso si diede a lavorare
su una grande tela, che sarebbe diventata il primo frutto delle sue
ricerche. Il quadro parte da Cézanne, dalla stessa idea, con
l’accentuazione dell’aspetto architettonico di un gruppo di nudi in
funzione strutturale, quasi di sostegno dello spazio, che s’intuisce
immenso. I contrasti formali in quest’opera sono fortissimi, il
risultato dell’insieme è molto più difficile e “brutto” della
composizione di Cézanne. Una volta Picasso dichiarò: In Cézanne
, ciò che cattura l’interesse è la sua paura,
alludendo al timore dell’artista di non riuscire a concretizzare il
proprio modo di sentire il conflitto tra l’arte e la natura.
Inizialmente Picasso affermò di aver disegnato queste teste
influenzato solo dalla scultura iberica vista al Louvre, ma a
giudicarne l’aspetto puramente visuale c’è anche la presenza delle
maschere africane, e più precisamente del Congo francese. Più tardi
l’artista conversando con André Malraux, spiegò che le maschere
congolesi del museo Trocadéro di Parigi avevano colpito la sua
identità artistica e gli avevano rivelato una raison d’etre
che andava ben al di là di semplici considerazioni formali:
Quelle maschere non erano dei qualsiasi pezzi di scultura. Tutt’altro
erano degli oggetti magici… Quelle sculture negre erano
intercessori, mediatori… Erano contro tutto- contro gli spiriti
ignoti e minacciosi. Osservavo sempre i feticci. Li capivo.
Anch’io sono contro tutto. Anch’io credo che è tutto ignoto, che
tutto è nemico! Tutto!...Capii che cosa i Negri usano per le loro
sculture. Erano armi. Per aiutare la gente a tenersi lontana
dall’influsso degli spiriti, per aiutarla a diventare indipendente.
Sono strumenti. Se diamo una forma agli spiriti, diventiamo
indipendenti. Gli spiriti, l’emozione inconscia ( la gente ne
parlava ancora molto) – sono tutto la stessa cosa. Capii perché ero
un pittore. Tutto solo in quel terribile museo, in mezzo a maschere,
bambole fatte dai pellirosse,manichini polverosi. Le “demoiselles D’Avignon”Fig.4
devono essere nate in me in quel giorno, ma assolutamente non per
ciò che riguarda le forme: piuttosto perché si trattava del mio
primo quadro esorcista- sì proprio così. Picasso nelle
Demoiselles lottò per unire l’estetica strutturale di Cézanne e
i volumi geometrici dell’Africa, con le loro forme crude e la
loro intensità espressiva, per lasciare spazio a uno stile artistico
totalmente originale, dotato di una forza magnetica e selvaggia.
Quando Braque vide il quadro dichiarò: Mi fece sentire come se
qualcuno stesse bevendo benzina e sputasse fuoco. Il presunto
significato allegorico del gruppo di figure ha destato non meno
interrogativi delle reinterpretazioni primitivizzanti della parte
destra delle Demoiselles. I numerosi schizzi fatti
dall’artista e resi noti dopo la morte, rivelano come alcune delle
allusioni celate nella versione definitiva dell’opera si
ricolleghino a una esplicita e persino autobiografica vicenda
di innocenza e iniziazione. In origine la composizione comprendeva
sette figure , tra cui due giovani personaggi maschili dalle
fattezze simili all’artista – uno studente di medicina che regge in
mano un teschio simbolo del memento mori, e un marinaio
circondato da nudi lascivi. Questi ultimi avrebbero dovuto cedere le
proprie grazie classiche alle smorfie da feticcio e alle crude
distorsioni delle due minacciose figure che dominano la metà destra
del quadro. Ma Picasso riprende nelle “Demoiselles” anche le scene
di bordello dipinte da Degas nei suoi monotipi rialzati a pastello
come “Il compleanno della Maitresse”. Il gruppo delle “ Demoiselles”,
rappresenta la scena di un bordello.
Le opere di
Pablo Picasso possono vedersi sia a Barcellona, sia a Madrid e
Parigi ma un pò in tutti i più grandi Musei del Mondo.
Si tratta di Opere inconfondibili e riconoscibili per la loro
originalità, particolarmente quelle della maturità dove l' artista
aveva creato un modo tutto suo di dipingere e di raccontare lo stato
umano nelle sue più profonde sfumature con un occhio di riguardo
rivolto alla malinconia che spesso traspare dalle sue opere, a mio
modo di vedere.